Telecamere di videosorveglianza aziendale: scopri la normativa

La videosorveglianza aziendale è una misura di sicurezza essenziale per proteggere il patrimonio aziendale, garantire la sicurezza sul luogo di lavoro e rispondere a specifiche esigenze produttive e organizzative. Tuttavia, l’installazione degli impianti di videosorveglianza è soggetta a una normativa stringente, che richiede una serie di accorgimenti per essere in regola con le leggi italiane e europee.

Videosorveglianza aziendale: normativa e requisiti pratici

Le principali fonti normative che regolano la videosorveglianza aziendale sono:

  • Lo Statuto dei Lavoratori (Legge 300/1970), in particolare l’art. 4, che vieta il controllo a distanza dei lavoratori, salvo casi eccezionali autorizzati;
  • Il Codice in materia di protezione dei dati personali (D.Lgs. 196/2003, modificato dal D.Lgs. 101/2018), che prevede specifiche tutele sul trattamento dei dati;
  • Il Regolamento UE 2016/679 (GDPR), che disciplina il trattamento dei dati personali, compresi quelli raccolti mediante sistemi di videosorveglianza.

Requisiti per l’installazione della videosorveglianza

Per l’installazione di un impianto di videosorveglianza, è fondamentale rispettare le seguenti condizioni:

  • Accordo sindacale o autorizzazione dell’Ispettorato del Lavoro: questo passo è obbligatorio, in quanto lo scopo della videosorveglianza deve essere la tutela della sicurezza e del patrimonio, senza mai sconfinare nel controllo dell’attività lavorativa dei dipendenti.
  • Valutazione dell’impatto sulla privacy (DPIA): prima di installare un sistema di videosorveglianza, occorre effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (Data Protection Impact Assessment – DPIA) se il trattamento delle immagini è sistematico e può comportare rischi significativi per i diritti e le libertà degli interessati.
  • Finalità specifiche e proporzionalità: l’impianto deve avere una finalità legittima e ben documentata, come la protezione di beni aziendali o la sicurezza dei lavoratori. Inoltre, la videosorveglianza deve essere proporzionata allo scopo prefissato. Ad esempio, è possibile installare telecamere per sorvegliare l’ingresso dell’azienda, ma non nelle aree riservate ai dipendenti (come bagni o spogliatoi).
  • Informativa chiara e trasparente: come previsto dal GDPR, i soggetti ripresi devono essere informati in modo chiaro e comprensibile circa la presenza delle telecamere e lo scopo della sorveglianza. Ciò viene fatto tramite l’installazione di appositi cartelli segnaletici ben visibili nelle aree monitorate.

Il cartello deve indicare:

  • Il titolare del trattamento dei dati (l’azienda);
  • Le finalità della videosorveglianza (ad esempio, sicurezza o tutela del patrimonio);
  • Il responsabile della protezione dei dati (DPO) e i relativi contatti;
  • La durata di conservazione delle immagini (solitamente non oltre le 24-48 ore, salvo casi particolari);
  • I diritti degli interessati (come il diritto di accesso ai propri dati).

Questa segnaletica non solo informa i lavoratori e i visitatori dell’azienda, ma protegge anche il titolare del trattamento da eventuali sanzioni per mancata informativa.

Progettazione degli impianti di sicurezza

Emerge chiaramente come la progettazione di un sistema di videosorveglianza e di sicurezza richieda un’attenta pianificazione per garantire non solo la protezione del patrimonio aziendale, ma anche il rispetto delle normative vigenti.

È fondamentale che ogni impianto venga progettato seguendo un iter preciso, tenendo conto delle specifiche esigenze dell’azienda e della necessità di creare un ambiente di lavoro sicuro per i dipendenti. Questo approccio consente di realizzare soluzioni efficaci e conformi, che tutelano sia i lavoratori che l’azienda, evitando sanzioni e potenziali violazioni della privacy.

Sanzioni per la mancata conformità

Dal momento in cui gli impianti di videosorveglianza sono soggetti a regole ben precise e orientarsi nella normativa potrebbe non essere immediato, consigliamo di affidarsi a un Istituto di Vigilanza, come noi di Sicurseprio, per una consulenza preventiva.

Vale la pena ricordare, infatti, che sono previste delle sanzioni per chi non rispetta l’articolo 13: le sanzioni amministrative pecuniarie possono arrivare fino a 20.000.000, mentre per le imprese possono essere persino previste sanzioni fino al 4% del fatturato mondiale totale annuo dell’esercizio precedente.

Proteggere la propria impresa e garantire la sicurezza dei lavoratori è importante, ma lo è anche installare un impianto di videosorveglianza seguendo requisiti e condizioni.

Sicurseprio si mette a disposizione delle aziende con servizi per le attività 24 ore su 24 e 7 giorni su 7.

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